IL REGALO DI NATALE

Il regalo di Natale

Ci siamo…strade illuminate, alberi di natale, ghirlande, panettoni negli scaffali dei supermercati. Uno scintillio di colori oro, rosso addobba le case, le strade, le città. Per ricordarci che è Natale e quindi è tempo di preoccuparsi per i regali e soprattutto fare regali. Comincia la corsa per terminare di fare acquisti in tempo. E allora lo shopping diventa un corsa all’ultimo acquisto.

In questo modo può diventare più che una cosa piacevole un obbligo detestabile.

Quale il suo valore sociale?

Fare doni riveste un valore sociale. Alla base del dono c’è lo scambio che il fondamento di alcune società.

Marcel Mauss, un antropologo francese, ha individuato una regola fondamentale nello scambio: un triplo obbligo che consiste nel donare, ricevere e rendere. Questa regola permette di stabilire e mantenere relazioni sociali, in tutte le società.

Il dono può essere anche uno strumento di potere, a volte, può essere impossibile rendere ciò che abbiamo ricevuto, ritrovandoci ad essere eternamente debitori, a meno che non rifiutiamo di accettarlo. Si può considerare il Natale come un rito collettivo. Non tutti lo vivono con spirito religioso eppure celebrando questa festa esprimiamo l’appartenenza e la comunione con le nostre famiglie ad esempio. D’altra parte l’isolamento e la solitudine in questo periodo sembrano insopportabili.

UN PIACERE

Ricevere un regalo gradito ci riempie di GIOIA. Questo anche perché a livello cerebrale il piacere di ricevere un dono corrisponde ad un maggiore rilascio di dopamina nel cervello rettiliano. Il piacere è legato anche all’attesa, cioè alle tensione che precede la “ricompensa”. Quindi si può affermare che il piacere provato quando si riceve un regalo è dovuto all’attivazione della via cerebrale deputata al piacere.

UN’EMOZIONE

La realtà è molto più complessa e infatti il piacere è spesso mescolato alla gioia, alla felicità. Sicuramente la felicità ha bisogno di piacere per esprimersi ma anche dell’idea che ne abbiamo e delle esperienze che l’hanno costruita, tra cui c’è sicuramente l’esperienza di ricevere un dono.

UN SIGNIFICATO RELAZIONALE

Il regalo su un piano relazionale può rappresentare un modo per individuare ed esprimere i bisogni dell’altro. Ricevere un regalo azzeccato o qualcosa che si desiderava può farci sentire accolti nei nostri bisogni e desideri dall’altro.

UN GIOCO PER NATALE (se non avete ricevuto un regalo azzeccato)

Formate un gruppo di min 5 e max 20 persone con un conduttore. Ogni partecipante dovrebbe pensare al regalo di Natale o al regalo per la prossima ricorrenza. Annota su un foglio anonimo quello che ha pensato. Si mettono in fogli in un’urna e poi a caso si ridistribuiscono tra i partecipanti. Ciascuno dopo aver letto attentamente il biglietto ricevuto potrà fare le sue personali considerazioni sul regalo facendo attenzione soprattutto al significato affettivo del dono capitatogli. Tutti i lavori saranno commentati e si chiederà alla fine se le considerazioni fatte sono state utili.

13 NOVEMBRE- GIORNATA MONDIALE DELLA GENTILEZZA

UN ATTO DI GENTILEZZA E’ LA MIGLIOR CAREZZA VERSO L’ALTRO

gentilezza

A Novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza. Vediamo come essere gentili innesca un circolo virtuoso, fa bene alla salute, crea un clima relazionale positivo e sereno.Vi è capitato che in un giorno di pioggia qualcuno vi abbia offerto un posto sotto l’ombrello, che qualcuno vi abbia ceduto un parcheggio, o il suo posto in fila al supermercato, sull’autobus, o che qualcuno, vi abbia  semplicemente sorriso? E così anche voi sarete stati gentili con degli sconosciuti, con il vostri partner, i vostri figli, un amico/a.

CICLO DI EMOZIONI POSITIVE DELLA GENTILEZZA 

Pensate a come vi siete sentiti quando qualcuno è stato gentile con voi e viceversa. Praticare e ricevere un atto di gentilezza innesca un ciclo di emozioni positive. Ci si sente sorpresi, grati, soddisfatti. Ci si apre alla comunicazione con gli altri accorciando così le distanze emotive. Non a caso quando siamo gentili gli uni con gli altri, ci sentiamo “collegati”. Essere gentili ci permette così di entrare in empatia con il nostro interlocutore ed è un antidoto contro atteggiamenti aggressivi e di rabbia. Può risultare più facile attaccare una persona sgarbata, ma è decisamente più difficile farlo con una persona cordiale.

EFFETTI POSITIVI DELLA GENTILEZZA SULLA NOSTRA SALUTE PSICO-FISICA 

Secondo alcuni studi chi ha un atteggiamento rabbioso e aggressivo è a maggior rischio di infarto e ictus. Ciò che influisce negativamente sulla nostra salute non è il sentirsi arrabbiati (ricordiamo che la rabbia è un’emozione universale, che spesso fa paura, ma è anche fonte di energia e possibilità di cambiamento), ma piuttosto covare rancore per gli altri, ovvero non esprimerla. Al contrario durante un’esperienza positiva l’attività dei neurotrasmettitori ha un’impennata, si ha una produzione maggiore di endorfine. Grazie ad un’ aumento delle endorfine i muscoli si rilassano, aumenta il buon umore e la pressione sanguigna si abbassa.

EFFETTI POSITIVI DELLA GENTILEZZA SULLE RELAZIONI INTERPERSONALI E A LIVELLO SOCIALE 

Nelle città frenetiche di tutto il mondo è sempre più difficile praticare atti di gentilezza verso gli altri, però quando questo accade diventa contagioso. Proprio come una pietra che gettata in uno stagno crea un susseguirsi di onde sulla superficie dell’acqua, l’atto di gentilezza si estende verso l’esterno toccando la vita degli altri e fornendo un modello da seguire a chi ci sta intorno.

Wall of Kindness “I muri della gentilezza per chi è in difficoltà. Se ti serve prendilo”E’ proprio questo è successo in Iran nel 2015 dove sono stati creati i “Wall of kindness” ovvero dei muri dove le persone che vivevano in strada, tra tra cui anche donne e bambini, potevano prendere indumenti e scarpe.

the-wall-of-kindness-in-shiraz-iran6

In seguito sono stati istituiti muri della gentilezza anche a Roma, Parma, Firenze e Bologna.

Cominciate oggi e continuate per sempre ad essere gentili con gli altri mettendo in atto questi comportamenti:

  1. Sorridi  
  2. Saluta anche chi non conosci 
  3. Chiedi alle persone come stanno  
  4. Ascolta con attenzione e interesse 
  5. Offri il tuo aiuto  
  6. Impara la condivisione  

Rete Professionale

rete-professionale

Colleghi Psicoterapeuti Analisti Transazionali

Qui trovate gli indirizzi degli studi dei colleghi che lavorano su tutto il territorio nazionale e che seguono il mio stesso approccio terapeutico

Rete Roma

Rete Italia