“Perché io valgo”

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Cosa vuol dire stimarsi davvero e……… come imparare a farlo?

Molto spesso l’autostima viene associata alla consapevolezza di un insieme di giudizi che il soggetto ha di sé. Intuitivamente capiamo che ha a che fare con la sicurezza in noi stessi. Ma è una definizione ancora insufficiente. La riconosciamo quando la possediamo ma ancora di più quando non l’abbiamo.

Come mai viene a mancare la sicurezza in noi stessi e nel nostro valore quando, ad esempio, nella  vita si verifica un insuccesso o un fallimento, oppure quando le cose semplicemente vanno diversamente da come ci saremmo aspettati?

Volendo quindi darne una definizione sintetica l’autostima è il risultato che scaturisce dal confronto tra i successi che l’individuo ottiene realmente e le aspettative in merito ad essi.

Va considerato che l’autostima di una persona non deriva soltanto da fattori interiori individuali, ma anche da un confronto che l’individuo fa, in maniera più o meno consapevole, con l’ambiente esterno soprattutto nella società odierna, in cui il successo delle persone viene misurato e paragonato in base a tappe e traguardi standard presuntamente validi per tutti gli individui di una certa età o genere sessuale.

Cosa vuol dire alta o bassa autostima?

Poiché l’autostima è un giudizio su di sé può essere più o meno positiva, alta o bassa. Nella formazione di questo giudizio bisogna considerare il sé reale (ciò che realmente siamo) e il sé ideale (ovvero come vorremo essere) e il divario che ne consegue.

Utilizzo una metafora-immagine che è quella dello specchio e del leone/gatto per indicare il concetto di alta autostima.

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Essere un gatto e “vedersi” leone indica che tendiamo a sopravvalutare la nostra immagine e a ritenerci “sopra la media”, perciò tenderemo a “strafare” e a sentirci “invulnerabili”.

Al contrario essere leone e “vedersi” gatto indica che abbiamo anche in questo caso una visione distorta di noi stessi ma anche negativa, perciò non ci valorizzeremo e probabilmente permetteremo anche agli altri di non darci la giusta importanza, il giusto valore e di trattarci male e, a volte, con arroganza.

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Un’alta autostima non è sempre segno di benessere e di buon adattamento se non è anche realistica, stabile e autentica. Se non è realistica vuol dire che le autovalutazioni positive si discostano troppo dalla realtà. Se non è autentica vuol dire che non ci crediamo davvero e che in realtà è una bassa autostima mascherata da meccanismi difensivi. In quanto alla stabilità occorre considerarla come una dimensione cruciale dell’autostima. Un’autostima molto mutevole è comunque un segno di eccessiva vulnerabilità alle circostanze della vita: generalizzo delle situazioni momentanee, ho forti oscillazioni di umore, cerco continue conferme, ho un bisogno insaziabile di mostrare il mio valore a me stesso e agli altri.

Ne consegue che per il nostro benessere occorre avere un’adeguata stima di sé, che comprende i propri punti di forza ma anche i propri limiti.

Quali sono i 6 cardini dell’autostima?

  1. VIVERE CON CONSAPEVOLEZZA. Attenersi ai fatti con la mente e con il corpo a quello che si fa. Essere curiosi e aperti a ciò che ci circonda.
  2. ACCETTARE SE STESSI. Darsi il permesso di avere coraggio dei propri pensieri, delle proprie azioni, delle proprie emozioni. Senza negarle né vergognarsene.
  3. ESSERE RESPONSABILE DI SÈ. Prendere coscienza del fatto che siamo i soli artefici delle nostre scelte e delle nostre azioni. Chiedersi “Cosa devo fare?” e non “Chi devo biasimare?”. Nessuno prenderà su di sé la responsabilità della nostra vita.
  4. AFFERMARE SÈ STESSI. Essere autentici quando incontriamo gli altri. Non tradire noi stessi per timore della disapprovazione altrui.
  5. IDENTIFICARE I NOSTRI OBIETTIVI. A breve, medio e lungo termine. E controllare periodicamente che le nostre azioni e i nostri comportamenti siano adeguati per raggiungerli.
  6. ESSERE INTEGRI. Mantenere armonia tra ciò che sappiamo, professiamo, facciamo. Essere coerenti con i valori che ammiriamo.

Come aiutare i nostri ragazzi a coltivare una solida autostima?

Prima di intervenire per migliorare l’autostima negli adulti sarebbe auspicabile assicurarsi un buono sviluppo in età evolutiva.

Da 10 a 13 anni: valorizzare le prime scelte autonome

Più che un bambino, non ancora un adolescente…sensibile e attento al giudizio dei compagni e all’integrazione nel gruppo, comincia a prendere le distanze dai genitori. Il codice di abbigliamento si afferma, i primi turbamenti amorosi cambiano lo sguardo verso sé stessi e la relazione con mamma e papà. È preoccupato di non deluderli ma anche desideroso di mostrarsi autonomo.

L’atteggiamento da favorire: lasciargli gestire il denaro per le piccole spese, informarlo sui cambiamenti legati alla pubertà e affidargli piccole faccende domestiche, significa manifestargli la sua importanza e fargli assumere delle responsabilità. Due pilastri della fiducia in sé stessi.

Come migliorarla?

Una strategia sicuramente efficace consiste nel lavorare sulle convinzioni che ognuno di noi ha, sui pregiudizi relativi alle proprie capacità che possono rivelarsi degli ostacoli alla propria realizzazione. Lo si può fare in diversi modi:

  • Intervento di counseling o terapia psicologica
  • Laboratori esperienziali di gruppo attraverso giochi psicologici

nei quali l’obiettivo è quello di far emergere le credenze semi-consapevoli o totalmente inconsapevoli sulla propria inadeguatezza e far emergere le proprie risorse. Il risultato è un miglioramento dell’autostima globale e fiducia in sé.

Va tenuto presente che vi sono delle autostime specifiche ovvero che riguardano particolari ambiti dell’espressione della valutazione di sé: fisico, intellettuale, sociale, lavorativo, scolastico. Perciò gli interventi possono essere mirati anche ad un ambito specifico come, ad esempio, l’immagine corporea e quindi imparare ad apprezzare il proprio corpo.

A partire da giugno terrò un ciclo di incontri per migliorare l’autostima, scoprire e valorizzare le proprie risorse e i propri limiti aperti sia ad adulti che a ragazzi.  Si tratterà di incontri esperienziali in cui mettersi in gioco e riflettere su di sé in maniera leggera e divertente in un contesto di gruppo, quindi di scambio e condivisione con altri partecipanti.

Laboratorio sull’autostima per adulti: “Perché io valgo”

Laboratorio sull’autostima per ragazzi (10-13): “Scopri il supereroe che è in te!”

Per informazioni consultate la pagina dei Contatti